Ago 28

L’articolo 1138 del Codice civile dispone che “le norme del regolamento” condominiale “non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

OBBLIGHI DA RISPETTARE

L’accesso degli animali nel condominio, tuttavia, non è fuori da ogni regola. È comunque buona norma rispettare le disposizioni contenute nell’ordinanza del ministero della Salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009. Quest’ultima prevede tra l’altro, l’obbligo, per i proprietari dell’animale, di mantenere pulita l’area di passeggio, di utilizzare il guinzaglio in ogni luogo e – nel caso di soggetti aggressivi – di applicare la museruola. È sempre prevista la responsabilità civile e penale dei proprietari, in caso di danni o lesioni a persone o cose. Pertanto sussiste l’obbligo di stipulare, in caso di animali pericolosi, una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati da proprio cane contro terzi.  La normativa vieta la detenzione degli esemplari di mammiferi e rettili selvatici o provenienti da riproduzioni in cattività che in particolari condizioni possono arrecare con la loro azione diretta effetti mortali o invalidanti per l’uomo, o che non sottoposti a controlli sanitari o a trattamenti di prevenzione. Fra questi vi rientrano scimmie, topi, leoni, tigri, pantere, vipere.

SI DEVE RICORDARE ANCHE CHE..

– gli animali non possono essere lasciati liberi di circolare negli spazi comuni senza le dovute cautele;
– i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all’igiene degli altri conviventi dello stabile;
– il condominio, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli può richiedere l’allontanamento dell’animale dall’abitazione in base all’articolo 700 del Codice di procedura civile;
– nel caso di immissioni rumorose è possibile ipotizzare, purché ne sussistano le condizioni, il reato di “disturbo del riposto delle persone”;
– gli animali non possono essere abbandonati per lungo tempo sul balcone o nelle abitazioni perché si potrebbe ipotizzare il reato di “omessa custodia”.

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